Alpepiana

Come raggiungere il punto di partenza

Punto di partenza: Ottone

Per chi proviene da Milano: uscita autostrada A1 Piacenza sud, tangenziale sud di Piacenza direzione Genova, SS 45 direzione Genova. Dall’uscita A1 ad Ottone 78 Km.

Per chi proviene da Bologna: uscita autostrada A1 Piacenza sud, tangenziale sud di Piacenza direzione Genova, SS 45 direzione Genova. Dall’uscita A1 ad Ottone 78 Km.

Per chi proviene da Genova: SS 45 direzione Piacenza. Da Genova ad Ottone 65 Km.

L’itinerario

Ottone, 492 mslm in alta Val Trebbia, al confine tra Emilia e Liguria. Partiamo di buon mattino in direzione sud, pedalando per diversi minuti sulla 45, silenziosa e deserta come al solito. Superato Gorreto, ormai in terra ligure, dopo qualche chilometro di statale, arriviamo alla deviazione, sulla sinistra per Rovegno. Ci si stacca dalla via principale, con una stradina che sale dolcemente nel bosco; alle prime case del paese giriamo a sinistra e, dopo la chiesa, proseguiamo in direzione Pietranera, 850 mslm. Si continua a salire, sempre coperti dal fitto bosco, con i caprioli che attraversano veloci la sede stradale; adesso le pendenze sono più accentuate, fino al minuscolo borgo che appare quasi d’incanto nella piccola radura. Case in pietra, addossate una sulle altre, dove si transita sfiorando quasi le porte delle abitazioni. Il fumo dei camini è il solo segno della presenza umana. 

Appena dopo il paese, inizia la discesa; quasi nascosta dal bosco, sbuca la sagoma di quella che durante il Fascismo era la colonia di Rovegno per ragazzi divenuta poi, durante la guerra di liberazione, prigione per i fascisti catturati dai partigiani e anche luogo di esecuzioni sommarie. Testimonianza di un difficilissimo periodo del nostro Paese. La discesa, lunga e con fondo discreto, ci porta fino a Casanova e poi a Fontanigorda, 818 mslm, dove appena fuori paese, seguiamo il cartello che indica Val d’Aveto/Fregarolo, cominciando a salire. Senza problemi di sorta, fino a Casoni a 885 mslm, poi all’incrocio, le pendenze si accentuano per circa 4 chilometri; l’inaspettata presenza di un piccolo rifugio, annuncia il raggiungimento del valico, a 1.203 mslm, spartiacque tra la Trebbia e l’Aveto. Da una salita quasi priva di presenza umana, inizia una lunga discesa solitaria fino a Cabanne a 809 mslm; incrociata la SP 586 della Val d’Aveto, giriamo a sinistra e costeggiamo per diversi chilometri il torrente che scende nella stretta valle, fino a Rezzoaglio; lunghi minuti di gioia per gli occhi, gambe e polmoni, cercando di recuperare un po’ di forze e, contemporaneamente, di schivare tutte le insidie di un manto stradale molto tormentato. 

Dopo una sosta ristoratrice, sempre in discesa verso Piacenza, arriviamo al bivio per Ottone. La vista del cartello con la distanza che rimane da pedalare, mi fa quasi raggelare il sangue; dopo una ripidissima e breve discesa, superato il ponte, si comincia a salire sulla SP 72 di Alpepiana. È l’inizio di un vero e proprio spettacolo, un tratto dove si intuisce la mirabile sintesi tra il lavoro dell’uomo e la Natura. La piccola stradina clandestina si snoda in un contesto ambientale dove ci sentiamo assolutamente a nostro agio. Piccoli insediamenti rurali, Alpepiana, Vicomezzano, Vicosoprano, che attraversiamo nel silenzio totale; la vista delle ripide dorsali dei monti ricoperte da foreste, i minuscoli borghi abbarbicati alle pendici, la statale 586 ed il torrente Aveto che tracciano, molto sotto di noi, la via maestra, ci lasciano addosso i brividi.

La salita non è particolarmente lunga ed impegnativa, ma arriviamo al valico del Pescino, a 1.195 mslm, affascinante e quasi sconosciuto, quasi al limite delle forze. Una curva ed un piccolo spazio vuoto, senza nessuna segnalazione. Il piccolo corridoio asfaltato ricoperto di aghi di pino, attraversato da caprioli e protetto dal fogliame, adesso scende tra verdi pratoni in quota, con qualche dolorosa contropendenza. Il tratto che in netta discesa, supera la zona di Orezzoli è assolutamente fantastico e vorremmo non finisse mai; la sintesi perfetta di come intendiamo il cicloturismo. Immersi nella natura, pedalando su stradine perdute, avvolti da profondi silenzi e circondati da panorami unici, dove il rumore dei motori è assente.

Dopo l’ultimo strappo che inizia con un tratto sterrato, arriviamo alla congiunzione con la panoramica di Ottone; respirando a pieni polmoni la profumata aria della pineta che ci circonda, iniziamo l’ultimo tratto di discesa verso Ottone. Lunga, tecnica con fondo discreto che termina proprio nella piccola piazza del borgo; il finale perfetto per un giro fantastico. Ancora una volta il fascino selvaggio di queste valli ha mostrato in pieno tutta la sua nascosta bellezza. Una profonda incursione in terra ligure, che ha gli stessi tratti ed i caratteri salienti del Piacentino; 76 chilometri con un dislivello superiore ai 1.600 metri in zone di confine, isolate dal mondo, che soltanto l’uso della bici ha permesso di conoscere e di apprezzare in tutte le sue sfumature.

Variazioni possibili

Anziché deviare per Rovegno, si può proseguire sulla SS 45 fino a Loco Sotto dove si imbocca a sinistra la SP 17 che conduce a Fontanigorda dove ci si ricongiunge col percorso proposto. Con questa variazione si risparmiano quasi 5 Km e 100 m di dislivello.

Tratto da "Cicloturismo in Libertà 2" di Dino Schiavi e Graziano Majavacchi