Val Trebbia

La Val Trebbia si trova a sud di Piacenza ed è stata modellata dall’omonimo fiume che nasce in territorio genovese e sfocia nel Po. Famosa per i borghi medioevali, le acque cristalline e la natura selvaggia, è attraversata dalla strada statale 45 che collega il capoluogo piacentino a Genova. Confina a Est con la Val Nure e ad Ovest con la Val Tidone.

La leggenda vuole che il premio Nobel Ernest Hemingway scrisse sul proprio diario “Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo”, dopo esser passato di qui negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Leggenda o realtà che sia, Hemingway non si sbagliava, la Val Trebbia merita di essere esplorata: ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, è considerata una delle valli più incontaminate e affascinanti dell’Appennino italiano. Questi luoghi sono particolarmente cari ai piacentini, che li scelgono per trascorrere le domeniche di sole e i mesi estivi, ma anche ai lombardi e ai turisti italiani e stranieri.

Partendo da Piacenza, dopo circa 15 minuti lungo la strada provinciale 28, si incontra il fiume Trebbia: ecco l’imbocco della valle, dove si svolse la famosa battaglia tra romani e cartaginesi, guidati da Annibale. Oltre il ponte di Tuna, si può proseguire fino al borgo di Rivalta, piccolo gioiello medioevale. Percorrendo invece la famosa strada statale 45, si raggiungono i comuni di Rivergaro, Travo e Bobbio.

Il borgo di Bobbio, conosciuto per essere stato uno dei centri culturali più importanti d’Europa in epoca medioevale, oggi ha anche un forte legame con il cinema: oltre ad essere stato il set di alcuni film del regista Marco Bellocchio, originario del posto, ogni estate ospita il prestigioso Bobbio Film Festival.

È da qui in poi che il fiume Trebbia concede le spiagge e i colori migliori, in particolare nelle zone di Marsaglia, Ponte Organasco e Ottone: non troverete grandi segnalazioni o chioschi attrezzati, quindi armatevi del giusto spirito di avventura. 

Tappa obbligata anche il borgo di Brugnello, arroccato su uno sperone roccioso a 464 metri di altezza, soprannominato il Borgo degli artisti perché i suoi 11 abitanti sono per lo più artisti che hanno contribuito al restauro del paese.


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