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Passo del Mercatello

Come raggiungere il punto di partenza

Punto di partenza: Ferriere

Per chi proviene da Milano: uscita autostrada A1 Piacenza sud, tangenziale sud di Piacenza direzione Val Nure, SP 654 R direzione Ferriere. Dall’uscita A1 a Ferriere 55 Km.

Per chi proviene da Bologna: uscita autostrada A1 Piacenza sud, tangenziale sud di Piacenza direzione Val Nure, SP 654 R direzione Ferriere. Dall’uscita A1 a Ferriere 55 Km.

L’itinerario

Dalla piazza di Farini, 436 mslm, iniziamo il nostro giro in una fredda mattinata di inizio primavera sfidando un vento ancora gelido, che mette i brividi lungo la schiena. Pedaliamo per una quarantina di minuti, scaldando la gamba ed anche tutto il resto, sulla SP 654 R a fondo valle. Intorno a noi le cime più alte sono coperte di neve, imbiancate da una recente nevicata. Superiamo il Nure varie volte, fino ad arrivare a Ferriere, 626 mslm. Il fondo stradale è in discrete condizioni ed il traffico quasi assente. Dopo quasi 14 chilometri, appena in paese pieghiamo a sinistra e proseguiamo fino alla deviazione sulla destra per Casaldonato. Le pendenze subito toste, non lasciano respiro per qualche chilometro; l’asfalto è rugoso e sgranato, si procede con difficoltà ma sono queste le stradine che tanto ci piacciono. In lontananza, attraverso il bosco ancora spoglio, si intravedono le case ed il campanile di Ferriere. I tratti difficili non danno tregua fino alla fine del borgo, a circa 920 mslm; anzi l’ultimo strappo, in mezzo alle case, è forse il più impegnativo.

Superata la costa, la salita diventa un lungo falsopiano dove poter tirare il fiato e guardarsi attorno; un panorama quasi alpino ci circonda ed il freddo è sempre pungente anche se il sole brilla alto. Prima di Caserarso, piccola località perduta ai margini del bosco, un capriolo fa la sua comparsa sulla strada, fuggendo via dalla nostra vista in un lampo. Qualche rampa, dura ma breve, a completare il dislivello e dopo un bosco di pini, ecco il Passo del Mercatello a 1.053 mslm. Noi sbuchiamo defilati; abbiamo pedalato una salita “clandestina”, dentro un silenzio quasi irreale, dal fascino incredibile. Alla fine saranno 6 km di salita al 7% medio con punte sopra il 10 nella prima parte. La discesa su Ferriere è lunga 9 km; scendiamo con i freni tirati, per evitare di prendere troppa aria, passando vicino a piccoli borghi come Grondone, Ciregna, sparsi sul fianco della montagna. 

Alle prime case del paese, proseguiamo subito a sinistra; una stradina sfiora il borgo e tagliando fuori la provinciale, s’innalza a mezza costa; dopo Boeri il sentiero asfaltato si inerpica con qualche duro strappo e termina a Centenaro 785 mslm; case sparse sulle coste, e belle vedute sulla valle sottostante, fino a ritornare sulla provinciale a fondovalle. A sinistra verso Farini; scendiamo a buon ritmo sul fondovalle fino al cartello della deviazione sulla destra per Chiarabini e Groppallo. Un versante secondario che sale con pendenze subito accentuate, in modo irregolare, per diversi chilometri. Arranchiamo sopra campi in quota, sfiorando cascinali e pugni di case sparsi. Il campanile della chiesa di Groppallo è il nostro faro che ci guida anche da lontano; verso la fine dell’erta notiamo l’imponente sagoma del monte Menegosa spruzzato di bianco, che si innalza sopra il profilo dei monti. Alla fine sono quasi 6 chilometri con punte sopra il 12-13% e 500 metri di dislivello, con quasi 8% medio. 

A sinistra attraversiamo una Groppallo deserta e ci abbondoniamo finalmente alla bella discesa che ci fionda in pochi minuti al nostro capolinea, facendo attenzione alle condizioni dell’asfalto molto più rovinato rispetto allo scorso anno; l’inverno da queste parti non passa mai senza fare danni. Meno di 60 chilometri e 1.380 metri di dislivello; tra le pieghe della valle del Nure, un breve, bellissimo ed impegnativo giro su stradine e versanti clandestini; vento, freddo e natura, sono stati per diverse ore i nostri unici compagni di avventura. La Val Nure, uno spettacolo da scoprire e godere in sella ad una bici, ma come per tutti gli spettacoli c'è sempre un prezzo da pagare.

Tratto da "Cicloturismo in Libertà 2" di Dino Schiavi e Graziano Majavacchi