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Al termine della strada che in lieve salita attraversa il Borgo di Rivalta, si erge la Chiesa che ancora oggi accoglie le preghiere dei fedeli. È dedicata a San Martino di Tours, nato in Pannonia, l’attuale Ungheria, e divenuto vescovo di Tours, in Francia, all’incirca nel 370.
La chiesa è menzionata per la prima volta in un documento del 1025, ma c’è anche chi ha proposto, visto che l’origine del culto di Martino è di quel periodo, di collocarne la fondazione già in epoca longobarda. La chiesa fu ricostruita più volte in seguito a saccheggi e distruzioni. Il culto di questo santo predicatore infatti, oppositore del paganesimo e fondatore dei primi monasteri in Francia, si diffuse in tutta l’Europa occidentale e giunse anche a Rivalta, dove la sua immagine in bassorilievo di terracotta sovrasta il portale di ingresso sin dal 1500. Anche questa decorazione, come quelle presenti nel cortile dell’adiacente castello e nel palazzo Landi a Piacenza, proviene dalla fornace del celebre artista del rinascimento cremonese, Agostino De Fondutis. L’abside, rivolta ad oriente secondo tradizione, si affaccia sul greto del fiume Trebbia.
All’interno, tra il 1760 e il 1762 circa, sono state realizzate dal pittore decoratore Giuseppe Turbini le decorazione delle cappelle, la prima di sinistra è la cappella del Rosario già esistente dal 1500 in cui troneggia la statua della madonna con il bambino del famoso scultore Jan Geernaert.
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