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Il ristorante Leon D'Oro, nato nel lontano 1843, è a gestione famigliare da sei generazioni.
La struttura dispone di tre sale dall’arredamento rustico e una terrazza per i pranzi estivi.
La cucina si concentra sulle specialità tipiche della tradizione piacentina: tortelli con la coda, anolini in brodo, culatello al forno e gli arrosti. Il ristorante è però anche fra le mete preferite di chi ama i piatti a base di pesce.
Gazzola
Il Castello di Rezzanello appare citato la prima volta in un documento del 1001. In questa occasione il vescovo Sigifredo concesse ai monaci benedettini di San Savino alcuni terreni, tra cui l’area de
Piozzano
Monteventano è il più meridionale dei rami che costituiscono il torrente Luretta e trae il proprio nome dal piccolo borgo fortificato posto su un’altura. Il castello situato su una rupe scoscesa nel c
Val Tidone
Agazzano è adagiato ai piedi dei primi rilievi appenninici tra la Val Trebbia e la Val Tidone, ed è un luogo davvero speciale per la bellezza del paesaggio e ricco di numerose testimonianze del passat
Val Trebbia
Andare o venire dal “Mont Pirlon” non è mai stato impresa di cui vantarsi, almeno nei territori in cui è di casa il dialetto piacentino. Peccato che il Monte Pillerone goda di questa burlesca fama, pe
Travo
Capanne in legno, lavorazione dei metalli, cottura dei vasi in ceramica, scheggiatura della selce…sono solo alcune delle attività offerte dal Villaggio Neolitico di S. Andrea, a Travo, per vivere una
Borgonovo Val Tidone
Già esistente probabilmente intorno all’anno Mille, il Castello di Corano nella seconda metà del XII secolo venne distrutto dalle milizie di Federico Barbarossa. Nel 1241 Re Enzo ne smantellò le mura
Se ad ogni anno di vita di Travo fosse riservata la pagina di un libro probabilmente non basterebbe la sezione di una biblioteca per contenerlo. Travo, infatti, fu abitato sin dal Paleolitico: lo test
Alta Val Tidone
A fine XVII secolo per volontà del parroco Antonio Maria Nibbio, venne edificata la nuova chiesa che fu consacrata nel 1705 dal vescovo Barni. Internamente venne affrescata da Bartolomeo Rusca (Arosio
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