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Iniziato nel 1487, il grande complesso venne consacrato nel 1499. All'interno potrete visitare la magnifica cappella gentilizia dei Pallavicino, dove erano collocati i mausolei dei Pallavicino, trasferiti in Collegiata nel 1812, dopo la soppressione napoleonica degli ordini monastici.
Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone, attorno al 1530 affrescò parte della cappella: il soffitto rappresenta il Padre Eterno benedicente, tra schiere di Angeli, sulle pareti si ergono imponenti le figure di Santi e Dottori della Chiesa e nelle lunette sono raffigurate Sibille e Profeti. La pala d'altare, con una cornice maestosa ad intaglio dorato, è una bellissima copia raffigurante L’Immacolata fra i Dottori. L’originale del Pordenone è oggi conservato presso il Museo di Capodimonte a Napoli.
Un altro dipinto del Pordenone, una magnifica Deposizione su tela, in passato forse stendardo, sovrasta la porta d'ingresso della sacrestia, in fondo alla navata minore sinistra. In questa tela, acclamata dalla critica come uno dei massimi capolavori del maestro, potrete cogliere la grande portata innovativa: una natura schiacciante e aspra che drammatizza il compianto sul Cristo morto. Contemporaneamente alla chiesa fu eretto l'attiguo convento, organizzato intorno ad un imponente chiostro rinascimentale, di cui è conservata l'originale pavimentazione in cotto. Di suggestione il refettorio, con scanni originali in noce, pavimentazione originale e affreschi nella volta e nelle pareti.
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