Museo della merda

Non spaventatevi, il Museo della merda è molto più di ciò che il suo nome suggerisce: è una storia di ecologia e innovazione, che ha reso Castelbosco (frazione di Gragnano Trebbiense) un punto di riferimento. 

L’idea nasce a Milano nel 2015 grazie all’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli e i suoi soci, per poi essere sviluppata nel comune di Gragnano; la sua realtà agricola, che conta 3500 bovini di razza selezionata, produce ogni giorno 1.500 quintali di sterco che egli ha deciso di trasformare in un progetto ecologico e produttivo all’avanguardia: ne ricava energia elettrica utile a riscaldare gli ambienti e produce concime. 

L’imprenditore ha poi coinvolto amici e artisti internazionali, del calibro di David Tremlett e Anne e Patrick Poirier, con l’obiettivo di realizzare attività divulgative e di ricerca, oggetti d’uso quotidiano e raccogliere manufatti e storie sugli escrementi nell’attualità e nella storia, per scardinare preconcetti e norme culturali.

I “prodotti primordiali” del Museo sono stati presentati per la prima volta durante il Salone del Mobile 2016, in una mostra che è valsa a Locatelli e ai soci il primo premio del Milano Design Award


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