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Palazzo Costa è la più famosa dimora di Piacenza e occupa questo intero isolato in via Roma; la facciata è un capolavoro del rococò negli stucchi e nei balconcini in ferro e fa da quinta architettonica allo sbocco di via Prevostura.
Le due ali laterali racchiudono un giardino di folti alberi segnato da una balaustra con statue delle stagioni e le arcate di destra includono uno scenografico e luminoso scalone, che immette al primo piano, dove si estende il meraviglioso salone con quadrature prospettiche di Ferdinando Bibiena e Giovanni E. Draghi, due grandi artisti della corte farnesiana.
Da Palazzo Costa proviene inoltre La madonna dei fusi, il dipinto di Leonardo Da Vinci già esposto al Metropolitan Museum di Tokyo nel 2016 per la mostra celebrativa del 150esimo anniversario dei rapporti diplomatici fra Italia e Giappone, e nel 2015 a Palazzo Farnese.
La “Madonna dei fusi” è però avvolta dal mistero: è conosciuta attraverso la descrizione fatta dal religioso Pietro da Novellara, che aveva avuto occasione di vederla in preparazione proprio nello studio di Leonardo, ma nessuna delle versioni di questo particolare tema pittorico leonardesco giunte fino a noi, fra le quali quella piacentina, può ritenersi autentica. Resta quindi un mistero se Leonardo abbia mai davvero dipinto una “Madonna dei fusi” o se invece ne abbia solo ideato l’iconografia.
Nell’ala sinistra, cui si accede per una suggestiva scala ovoidale a sbalzo, ha sede il Museo ambientale della Fondazione Horak, che espone un vasto nucleo di mobili settecenteschi, opere pittoriche e una raccolta di sculture dal XIV al XVIII secolo. La sala Salvator Rosa deve il suo nome alla presenza di una notevole raccolta di opere, dipinti ed incisioni dell’artista del Seicento.
Rottofreno
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