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L'interesse primario del comune di Gropparello è indubbiamente di carattere paesaggistico: le strade da percorrere rappresentano un lungo belvedere che consente di ammirare da una posizione privilegiata le valli laterali e l'intera pianura.
Oltre al paesaggio, ciò che rende Gropparello una tappa obbligata durante un viaggio nelle terre piacentine è senza dubbio il Castello, che appare quasi come un tutt’uno con la rupe da cui domina il corso del Vezzeno, che scorre a precipizio sotto di essa. Da visitare anche il Castello di Montechino e il Castello di Veggiola, che negli anni '60 fu scelto come scenario per un film di guerra con Rock Hudson e Sylva Koscina, "I lupi attaccano in branco".
Agli inizi del secolo scorso questo piccolo lembo di terra piacentina era punteggiato da una miriade di pozzi per l’estrazione del petrolio, economia che rappresentava la prima fonte di sostentamento per la comunità locale. Qui passarono in tanti, tra imprenditori ed aziende, per contendersi questo business. Nel 1906 la Società anonima Petroli d’Italia aveva in esercizio oltre 140 pozzi a Montechino ed altri 400 circa tra Gratera e Veleia. Nel 1910 era di circa 10 milioni di chili la produzione, ottenuta con pozzi che scendevano a grande profondità; ma negli anni ’40 inizia una parabola discendente che, nonostante ricerche e nuove perforazioni, concluse definitivamente le attività. Oggi la Festa della miniera, organizzata ogni anno dalla Pro Loco, ricorda quella che è stata un’epoca di grande visibilità e notorietà del territorio di Montechino.
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A Gropparello è un’istituzione la Bottega della Giselda: un negozio di alimentari e laboratorio di salumi che la famiglia Carini conduce dal 1929. Qui è possibile acquistare tutti i salumi della trad
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