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“Piacenza, provincia di castelli”. Mai definizione fu più vera: castelli e palazzi prosperano su tutto il territorio piacentino, ed ognuno racchiude una storia, un gioiello artistico, anche solo un unico particolare che lo rende unico, e che spinge ogni anno decine di turisti a visitare queste antiche sale, ad ammirare arazzi e dipinti risalenti a secoli fa, a respirare in ogni stanza un po’ di aroma di antichità. Questo infatti è uno dei motivi principali per i quali migliaia di turisti decidono di trascorrere intere giornate passeggiando lungo le stradine ed i viottoli dei borghi medievali, così ben conservati: perché a Piacenza ancora sopravvive quella suggestione unica, che tanti antichi borghi hanno ormai perso. Passando su quelle pietre ci si ritrova realmente a pensare a quanti le abbiano calpestate durante i secoli, e banalmente ci si immaginano grandi cavalieri, splendide dame, pittori maledetti, ognuno con un pezzo di anima che ancora “popola” quei luoghi, e contribuisce inspiegabilmente al loro fascino.
Il castello di Gropparello non fa eccezione: una costruzione massiccia e grandiosa, con un fascino davvero particolare. Il castello è una rocca fortificata, risalente all’epoca medievale.
Pur composto da parti diverse, costruite durante epoche successive, la rocca mantiene nell’insieme un’armonia: da visitare assolutamente, tra le altre cose, per osservare l’evoluzione della costruzione nelle diverse epoche sono il mastio risalente al XI secolo, il corpo di guardia, del XIV secolo e le parti residenziali del XVI secolo.
Posto a picco su un orrido profondo circa 85 metri, da cui la fortificazione sovrasta il torrente Vezzeno, è un simbolo che richiama persino il nome del Comune al quale appartiene. “Grop” infatti, in lingua celtica, indica un ostacolo naturale, roccioso: proprio lo sperone sul quale la roccaforte affonda le sue “radici”, a picco sul Vezzeno. Questa posizione strategica ha reso il castello un luogo inespugnabile per secoli, protetto dal luogo stesso sul quale sorgeva. Anni dopo gli scontri tra guelfi e ghibellini, durante i quali il castello rappresentava l’unico avamposto guelfo in territorio piacentino, la rocca passò nel 1599 sotto la proprietà di Ranuccio Farnese, istitutore del titolo “conte di Gropparello”, donato insieme alla rocca alla famiglia Anguissola, che ne rimarrà proprietaria fino all’inizio del XIX secolo.
Dopo altri numerosi proprietari, e il restauro che aggiunge alla costruzione preesistente nuove strutture neogotiche, ad opera dell’architetto Camillo Guidotti, commissionato dal proprietario del 1869, ovvero Ludovico Marazzani-Visconti, il maniero è ora di proprietà della famiglia Gibelli, che lo ha trasformato in un’opportunità commerciale e culturale, con l’apertura a visite guidate e la creazione di ambienti tematici per bambini, il Parco delle Fiabe.
Al Castello di Gropparello, leggenda narra, aleggi anche un fantasma: quello dell'infelice Rosania Fulgosio, vissuta nel 1200, che sarebbe stata murata viva dal marito, Pietrone da Cagnano.
Il Castello offre inoltre il Museo della rosa nascente e la possibilità di pernottare nella Torre del Barbagianni: sospesa tra il ponte levatoio e il cortile centrale, è stata trasformata in un alloggio di charme; un’incantevole suite si affaccia su tre lati esterni e sul cortile interno attraverso delle graziose finestrelle e il portoncino d’ingresso.
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