Castello di Montechino

Il castello di Montechino, risalente al XII secolo, fu costruito come avamposto strategico a difesa della Val Riglio, lungo una variante dell'antica Via Francigena.

Fu prima di proprietà dei Confalonieri, apparsi a Piacenza alla fine dell' XI secolo, ai quali nel 1393 Gian Galeazzo Visconti concesse l'investitura feudale delle terre che già tenevano nel piacentino. Nel 1492 i Confalonieri vendettero il castello alla potente famiglia dei Nicelli, signori per secoli della val Nure. A partire dal 1842 fu di proprietà dei conti Marazzani. 

Nel 1944 ospitò il Distaccamento «Ursus» della Divisione partigiana Val d'Arda. Nel 1955 fu acquistato da mons. Stefano Fumagalli, arciprete di San Polo, che, nel 1957, lo donò all'Ordinariato delle suore che lo adibirono a casa di riposo delle monache di clausura. 

Il castello è costruito in pietra, su pianta rettangolare, con un torrione quadrato angolare orlato da merli guelfi; nel frontone si possono ancora vedere gli originari incastri del ponte e del ponticello levatoio.

L’edificio è in perfetto stato di conservazione, immerso in 27 ettari di parco, boschi con alberi secolari e campi coltivati, e si sviluppa su due piani per un totale di 1.100 mq. Ristrutturato più volte nel corso dei secoli, ha avuto nel corso degli ultimi venticinque anni un accuratissimo restauro nel rigoroso rispetto della sua storia. Attualmente appartiene a un privato. 


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