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Il Castello Malaspina di Gambaro fu eretto da Ghisello, figlio del marchese Pietro, cui era toccata questa porzione del patrimonio di famiglia. Nel 1520, proprio in questo castello, Ghisello fu assassinato dai suoi congiunti.
Nel corso dei secoli Gambaro divenne un importante centro giurisdizionale di confine tra la Liguria e il Piacentino; i Landi di Rivalta tennero il Castello sino al 1785 quando divenne proprietà della famiglia genovese Bacigalupi e poi sede del comune.
Nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso il castello era inabitabile a causa della precarietà delle strutture.
La situazione peggiorò ulteriormente nel 1970, con il crollo della torre d'angolo seguita da parziali e diffusi cedimenti negli anni successivi. Nei primi anni Novanta rimaneva integra una porzione di fabbrica a nord mentre le restanti parti murarie erano completamente prive di copertura. Nel 1996, con il passaggio ad un nuovo proprietario furono avviati interventi di restauro sulla parte nord (la meglio conservata) poi nel 1998 i rilievi hanno consentito la ricostruzione di due volte e di solai piano interrato e primo piano. I lavori furono poi interrotti e la situazione presto fu di nuovo al degrado.
Nel 2007 la famiglia Alberoni acquista la proprietà in uno stato generale molto compromesso e sotto la regia della Sovrintendenza ai beni architettonici, dal 2008 procede ad un restauro complessivo terminato nel 2013.
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