Galleria d'arte moderna Ricci Oddi

La straordinaria raccolta, dono alla città del nobile Giuseppe Ricci Oddi, comprende opere prevalentemente italiane databili tra il 1830 e il 1930. È ospitata nell’edificio progettato appositamente dall’architetto Giulio Ulisse Arata e inaugurato nel 1930. Il collezionista Giuseppe Ricci Odi, alla ricerca di un edificio adatto a contenere la sua collezione d’opere d’arte moderna, decise di far costruire a sue spese la galleria sull’area dell’ex Convento di S. Siro, di proprietà del Comune di Piacenza. 

Ancora oggi è visibile la perfetta integrazione tra le parti residue dell’ex Convento di S. Siro ed il nuovo edificio attraverso una serie di cortili porticati, che offrono una progressione di passaggi filtranti tra i vari corpi di fabbrica in simbiotica armonia tra spazio chiuso e aperto. La costruzione si rifà a soluzioni moderniste di inizio Novecento. La facciata è dominata da un grande portale centrale che dà accesso ad un salone quadrato, da cui si snoda un corridoio lungo il quale si aprono le sale sino ad uno spazio ottagonale, che si prolunga a sua volta in ulteriori salette disposte a raggiera.

La collezione, che documenta una spiccata predilezione per l’arte figurativa, comprende opere soprattutto italiane datate tra il 1830 e il 1930. Nel percorso sono ben rappresentate sia le scuole regionali sia i principali movimenti pittorici; due sale sono dedicate agli artisti prediletti dal nobiluomo, Mancini e Fontanesi; uno spazio particolare è riservato anche a Stefano Bruzzi, pittore piacentino vicino ai Macchiaioli. L'ultima arrivata in Galleria è La Pisana, scultura in pietra che risale al 1928, del celebre artista Arturo Martini: scopri di più riguardo l'inaugurazione in Galleria Ricci Oddi.

Il fondatore viene ricordato come uomo schivo, al punto che all’inaugurazione della Galleria non era presente. Alla stessa festa inaugurale parteciparono i principi di Piemonte, Umberto e Maria José di Savoia. 

 


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