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Villa Caramello presso Fontana Pradosa, tra i centri di Sarmato e Castel San Giovanni, sorge nel cuore del territorio in cui ebbe origine sin dal secolo XI il potere dei Da Fontana, discendenti da un’antica stirpe longobarda.
Al XV secolo risale forse la costruzione di una rocca nel sito di Caramello; nel 1712 il conte Gaetano diede il via alla trasformazione della precedente struttura, ormai in rovina, in raffinata residenza con l’obbiettivo di sfoggiare il suo prestigio e la sua ricchezza, oltre a realizzare un “quartier generale” per l’amministrazione della proprietà fondiaria; nel 1716 ricevette dal duca Francesco Farnese il titolo di Marchese.
Fu il grande architetto Francesco Tomba (padre di Lotario, celebre per il Teatro Municipale di Piacenza) a concepire una dinamica rielaborazione intorno al 1739, che conferì l’attuale assetto architettonico, costituito da quattro corpi di fabbrica disposti attorno a una corte a formare un complesso aperto su un solo lato.
Pensata come un luogo che celebrasse il prestigio e il primato della famiglia, Villa Caramello è dotata dell’immancabile salone delle feste, dove si potevano organizzare vivaci incontri musicali e danzanti: condividendo le caratteristiche architettoniche di altri ambienti analoghi, anche il salone d’onore di Caramello si presenta come un grande vano rettangolare a doppia altezza, dotato di due affacci finestrati per massimizzare l’apporto di luce.
L’ingresso dalla Statale è segnato da un grazioso mistadello neogotico, costruito nel 1888 e dedicato all’Annunciazione di Maria.
Scomparso il marchese Gaetano nel 1779 privo di eredi diretti, le sue proprietà passarono al nipote Demofilo V, letterato e Primo Cavallerizzo della duchessa Maria Amalia di Borbone, i cui discendenti ancor oggi possiedono la tenuta.
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