Pescatori di stelle

Testo e regia - Renata Coluccini

scena - Marco Muzzolon

costumi - Mirella Salvischiani

in scena - Dario De Falco, Cristina Liparoto

disegno luci - Marco Zennaro

direttore di produzione - Franco Spadavecchia

Durata: '50

Questa è la storia di un tempo, un tempo molto tempo fa. Un tempo in cui nell’universo c’era una certa confusione. Un tempo in cui Giove era il dio del cielo, Nettuno il dio del mare. Ma in quel tempo, a volte, il mare si rifletteva nel cielo. E il cielo nel mare. I pesci, saltavano per sbaglio nel cielo... diventando stelle. Le stelle cadevano nel mare... per trasformarsi in stelle marine. Per non parlare dei cavalli... cavallucci marini... costellazioni di cavalli alati. Le stelle non stavano al loro posto nel cielo. E i marinai che provavano, nel loro navigare, ad orientarsi con le stelle del cielo… si perdevano. Per questo c’erano La Signora Pescatrice e il Signor Pescatore di Stelle. Il loro compito era quello di ripescare le stelle che si tuffavano in mare e rimetterle al loro posto nel cielo... perché le stelle nel cielo raccontano delle storie come quella di Perseo e del suo cavallo alato... o quella di Fetonte e del carro del sole... Anche sulla terra vi sono stelle trasformate in fiori come i narcisi e un po’ Narciso è anche il Signor Pescatore. E poi, una notte, apparve la stella Polare... Quando è notte alziamo gli occhi verso il cielo e lì ci aspettano le stelle che brillando ci orientano, ci mostrano la strada e ci fanno sognare. Ogni stella ha una sua storia, una leggenda, un mito. Allora alziamo gli occhi, puntiamo il dito verso il cielo e facciamoci stupire dalle mille storie e leggende che brillano nelle nostre notti.

Due pescatori, un po’ poetici e un po’ comici, da anni, o forse da sempre, hanno il compito di pescare le stelle che cadono nel mare per rimetterle in cielo. Un giorno, anzi una notte il Pescatore scorge nel cielo Venere e se ne innamora scordandosi di tutto quello che ha intorno compresa la Pescatrice, che più volte gli spiega che Venere non è neppure una stella, ma solo un pianeta. Non c’è nulla da fare, il Pescatore pensa solo alla sua Stella anzi vuole diventare anche lui una stella. Tra i sogni del pescatore e il lavoro quotidiano si ripercorreranno tre miti: il mito di Perseo, di Fetonte e il carro del sole e infine di Narciso ed Eco; miti che vedono il protagonista porsi al centro del proprio mondo, senza ascoltare o considerare gli altri così come il nostro Pescatore. Lo spettacolo si chiude con il racconto di un nuovo mito, che con licenza poetica ci siamo inventati, in cui sarà la Pescatrice a diventare una stella, la Stella Polare guida per i naviganti di tutti i tempi.

Con un linguaggio poetico e giocoso i temi che vengono affrontati sono soprattutto quelli della relazione con l’altro; degli atteggiamenti o della tendenza a esaurire la personalità nella esclusiva considerazione ed esaltazione di sé stesso. Il mito ci aiuta ad affrontare le tematiche in maniera archetipa e differenziata. Perseo salva Andromeda ma è più concentrato sul suo essere eroe che sulla persona salvata. Fetonte vuole guidare il carro del sole per convincere gli amici che lui è davvero il figlio del dio Sole. E infine Narciso che è preso così completamente dalla contemplazione della propria bellezza da non accorgersi di Eco e di null’altro oltre alla propria immagine. Diventare una stella cioè essere il personaggio più importante e più visto, quello che brilla in mezzo a tutti gli altri sembra diventare “lo scopo” al di là dei meriti e delle capacità oltre che della considerazione per gli altri.

Date dell'evento: 28/11/2021


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