Artchipel Orchestra e Orchestra di via Padova

Ferdinando Faraò e Massimo Latronico - direttori

Marco Mariani, Marco Fior, Massimo Marcer - trombe

Michele Marrano - corno

Alberto Bolettieri - trombone

Carlo Nicita - flauto

Rudi Manzoli - sax soprano

Paolo Lopolito - sax alto

Germano Zenga - sax tenore

Domenico Mamone - sax baritono

Naima Faraò, Serena Ferrara, Francesca Sabatino - voci

Aziz Riahi - voce e percussioni

Dario Yassa - pianoforte

Massimo Latronico - chitarra elettrica, bouzouki

Luca Bologna - basso elettrico

Andrea Migliarini - batteria

Lorenzo Gasperoni - percussioni

 

Interi € 22 – Ridotti € 18

Prevendita online: www.diyticket.it

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Concerto fuori abbonamento

Prevendita con assegnazione del posto vivamente consigliata

 

La Artchipel Orchestra e l’Orchestra di Via Padova, due dei “laboratori sonori” più stimolanti nati negli ultimi anni a Milano e apparentemente appartenenti a mondi molto diversi, si sono invece felicemente incontrati, come spesso accade con la musica, per un concerto evento, che poi è diventato anche un disco collettivo uscito lo scorso anno, ispirato e dedicato interamente alla musica africana che si intitola “Batik Africana Suite”.

La Artchipel è stata fondata ed è guidata da sempre da Ferdinando Faraò, qui anche in veste di autore e arrangiatore di molti brani in repertorio. Ha sempre mostrato attenzione per quella particolare declinazione della scena cosiddetta progressive, che associava creativamente le istanze del Pop più avanzato alle modalità espressive del Jazz contemporaneo. La seconda, coordinata dal chitarrista Massimo Latronico, anch’egli autore e arrangiatore, ha tradotto in chiave musicale la vivacità culturale e multietnica presente nel quartiere milanese attorno a via Padova. Questi divergenti punti di riferimento vengono rielaborati, tenendo però insieme due mondi sonori così diversi tra loro. La scrittura di Faraò, orientata maggiormente verso la direzione orchestrale/strumentale e quella di Latronico, più aderente alla forma canzone, si sono incontrate per dare vita a un’unica partitura, che vede i musicisti di entrambe le orchestre riuniti in un ensemble capace di coinvolgere e far ballare il pubblico al ritmo della musica africana.

Questo progetto celebra la dimensione dell’incontro, più che mai importante al giorno d’oggi, soprattutto in questo momento storico in cui “sentirsi parte” fa stare meno soli, e capace di tenere vivi i presupposti fondamentali del Jazz, che sono da sempre quelli di una musica sociale interdipendente.

Date dell'evento: 16/10/2021


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